La zeppola non è solo un dolce, ma un vero e proprio simbolo della tradizione e della convivialità italiana. Ogni morso racconta storie antiche, celebrazioni e l'arte pasticcera che ha saputo evolversi mantenendo intatta la sua anima golosa, un capolavoro che delizia il palato e scalda il cuore.
"'A zeppola 'e San Giuseppe, nu sapore ca te 'nganna 'o core.' (La zeppola di San Giuseppe, un sapore che ti inganna il cuore)."
📍 Origine e Storia
Regione: Campania, in particolare Napoli e le aree circostanti, con profonde radici nel Sud Italia.
Periodo: XVIII secolo (con piena affermazione nel XIX secolo per la versione attuale).
Le origini della zeppola si perdono tra leggende e documenti storici, ma la sua diffusione come dolce della Festa di San Giuseppe (19 marzo) è fortemente legata ai conventi napoletani del XVIII secolo. Si narra che le suore, dopo aver cucinato per i poveri, usassero l'olio avanzato per friggere queste deliziose ciambelle. Tuttavia, la sua ricetta più raffinata e la popolarità moderna sono attribuite a celebri pasticceri napoletani dei secoli successivi.
🏛️ Tradizione
Tradizionalmente, la zeppola è il dolce iconico della Festa di San Giuseppe, celebrata il 19 marzo. Questa ricorrenza, che coincide anche con la Festa del Papà, è un'occasione in cui le pasticcerie e le case di tutta Italia, soprattutto al Sud, si riempiono del profumo inconfondibile delle zeppole appena fatte, un rituale che unisce famiglia e comunità, tramandando un pezzo di storia gastronomica.
La zeppola incarna la gioia della primavera, la celebrazione della paternità e un profondo legame con la tradizione religiosa e popolare. È un dolce che evoca ricordi d'infanzia, riunioni familiari e la ricchezza della cultura gastronomica italiana, diventando un simbolo di festa e condivisione.
⚙️ Produzione
La zeppola tradizionale nasce da un impasto base simile alla pasta choux, il cui segreto risiede nella sua leggerezza e nella capacità di gonfiarsi. Storicamente, le zeppole venivano fritte in abbondante olio, assumendo la loro caratteristica forma circolare o a nido, poi guarnite con crema pasticcera e amarene sciroppate. La 'Zeppola al Forno' come quella descritta, rappresenta una moderna interpretazione che mantiene l'anima dell'impasto soffice e lievitato, ma opta per una cottura al forno per una versione più leggera, pur conservando la ricchezza delle farciture tradizionali come crema, ricotta o marmellata, unendo tradizione e innovazione.
Caratteristiche Uniche:
- Morbidezza e leggerezza dell'impasto lievitato cotto al forno.
- Ampia varietà di farciture golose, dalla crema classica alla ricotta o marmellata.
- Connessione profonda con la Festa di San Giuseppe e l'arrivo della primavera.
- Versatilità come dessert raffinato, pausa caffè o protagonista di eventi speciali.
💡 Lo Sapevi Che...
- Il nome 'zeppola' potrebbe derivare dal latino 'serpula', ovvero 'serpe', per la sua forma sinuosa, oppure da 'zeppa', un pezzo di legno che si usava per riempire gli spazi, alludendo alla sua consistenza.
- Secondo una leggenda popolare, San Giuseppe stesso, in fuga in Egitto con Maria e Gesù, per mantenere la famiglia si mise a fare il mestiere di friggitore e venditore di frittelle, collegando il dolce alla sua festa.
- La prima ricetta scritta della zeppola di San Giuseppe, con l'impasto a base di farina, acqua, uova e poi fritto e guarnito, è attribuita al celebre gastronomo napoletano Ippolito Cavalcanti, duca di Buonvicino, nel suo trattato 'Cucina Teorico Pratica' del 1837.
🍽️ Abbinamenti Consigliati
- Caffè espresso italiano, per una pausa dolce e rinvigorente.
- Vini dolci passiti, come un Passito di Pantelleria o un Recioto di Soave, per esaltare le versioni con crema o frutta.
- Cioccolata calda, nelle giornate più fresche, per un abbinamento ricco e avvolgente che coccola il palato.
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