Ultimo aggiornamento: 28 maggio 2026
In 30 secondi: cos’è il Pasticciotto Leccese?
Il Pasticciotto Leccese è un piccolo dolce ovale da forno di Lecce, nel Salento (Puglia): un guscio di pasta frolla allo strutto farcito con crema pasticcera alla vaniglia, cotto a 180-200 °C fino a doratura. Il pezzo classico pesa 80-120 g, misura circa 9 x 6 cm e si mangia caldo, idealmente a colazione al bar.
Nasce nel 1745 a Galatina (provincia di Lecce) nella pasticceria Ascalone. Oggi ha tre versioni principali: classico (crema pasticcera), fruttone (pasta di mandorla e cotognata o marmellata d’uva) e al cioccolato (crema al cacao o crema più amarena). Sotto trovi una tabella comparativa, la ricetta tradizionale, le varianti, le regole di conservazione e servizio, una FAQ e dove comprarlo in Svizzera.
Tabella comparativa: pasticciotto classico, al cioccolato e fruttone
| Caratteristica | Pasticciotto classico | Pasticciotto al cioccolato | Fruttone |
|---|---|---|---|
| Guscio | Pasta frolla allo strutto | Pasta frolla al cacao | Pasta di mandorla più frolla |
| Ripieno | Crema pasticcera alla vaniglia | Crema al cioccolato o crema più amarena | Cotognata o marmellata d’uva |
| Peso a pezzo | 80-120 g | 90-130 g | 90-130 g |
| Dimensioni | 9 x 6 cm | 9 x 6 cm | 9 x 6 cm |
| Calorie | 360-400 kcal / 100 g | 380-420 kcal / 100 g | 370-410 kcal / 100 g |
| Cottura | 180-200 °C per 18-22 min | 180-200 °C per 18-22 min | 180 °C per 20-25 min |
| Servizio | Caldo, appena sfornato | Caldo o a temperatura ambiente | A temperatura ambiente |
| Origine | Galatina, 1745 | Variante del XX secolo | Tradizione salentina |
Origine: Galatina 1745 e la pasticceria Ascalone
Il pasticciotto nasce nel 1745 a Galatina, in provincia di Lecce, nella storica pasticceria Ascalone. La tradizione attribuisce l’invenzione al pasticcere Andrea Ascalone: per non sprecare pasta frolla e crema pasticcera avanzate, assemblò piccoli dolci individuali a forma di fagiolo.
Il nome viene da pasticcio (preparazione da forno farcita) più il diminutivo -otto: letteralmente «piccolo pasticcio». Da Galatina si è diffuso in tutto il Salento e poi in Puglia, diventando il simbolo della colazione al bar del Sud Italia, mangiato caldo insieme a un espresso o a un caffè con latte di mandorla.
Il pasticciotto salentino è oggi riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) della regione Puglia. La regola dialettale è semplice: va mangiato cavuru cavuru, cioè ben caldo, quando la frolla è friabile e la crema è ancora morbida all’interno.
Ricetta tradizionale: pasta frolla allo strutto e crema pasticcera
Il pasticciotto autentico poggia su due pilastri: una pasta frolla allo strutto (non al burro) e una crema pasticcera alla vaniglia densa. Lo strutto dà la tipica consistenza friabile e sabbiosa e la lunga tenuta che il burro non può eguagliare.
Proporzioni professionali per la frolla (circa 20 pezzi): 1000 g di farina 00, 400 g di strutto, 400 g di zucchero, 4 uova intere più 2 tuorli, scorza di 1 limone, un pizzico di lievito per dolci. L’impasto deve riposare in frigorifero a +4 °C per almeno 2 ore.
Per la crema pasticcera: 1000 ml di latte intero, 8 tuorli, 250 g di zucchero, 90 g di farina 00 o amido di mais, 1 bacca di vaniglia, scorza di 1 limone. Cuocere a 82-85 °C, raffreddare rapidamente, poi dressare fredda negli stampi foderati.
Montaggio: foderare gli stampi ovali con la frolla, riempire con la crema fredda lasciando 5 mm dal bordo, chiudere con un secondo disco di pasta, spennellare con tuorlo sbattuto. Cuocere a 180-200 °C per 18-22 minuti fino a un colore dorato intenso.
Varianti: cioccolato, fruttone, pistacchio
Il pasticciotto al cioccolato usa una frolla al cacao e un ripieno di crema al cioccolato, oppure di crema pasticcera con un cuore di amarena (il cosiddetto «all’amarena»). È la variante moderna più diffusa nei bar di città.
Il fruttone è il cugino alla frutta: una base di frolla, uno strato di pasta di mandorla e un ripieno di cotognata o marmellata d’uva, rifinito con una copertura di cioccolato fondente. Si conserva più a lungo del classico e si serve a temperatura ambiente.
Tra le versioni più recenti: pasticciotto al pistacchio (crema di pistacchio di Bronte), ricotta e pera, caramello salato. I puristi di Galatina difendono la ricetta classica, ma le varianti oggi trainano gran parte delle vendite al bar in Italia e all’estero.
Conservazione, surgelazione e servizio per la ristorazione
Shelf life fresco (+4 °C): 2-3 giorni in vetrina chiusa, perché la crema pasticcera è un prodotto fresco. Surgelato cotto (-18 °C): fino a 3 mesi; surgelato crudo: fino a 2 mesi, poi cotto direttamente da congelato aggiungendo 4-5 minuti.
Rigenerazione: scaldare 3-4 minuti a 150 °C per recuperare il guscio friabile e la crema calda; mai il microonde (rende la frolla gommosa). Servizio: caldo a colazione, leggermente spolverato di zucchero a velo, accanto all’espresso.
Food cost CH: 0.80-1.50 CHF a pezzo in laboratorio, oppure 1.20-2.20 CHF comprandolo surgelato pronto. Prezzo di vendita bar CH: 3.50-5.50 CHF a pezzo. Prezzo all’ingrosso per la ristorazione: 18-28 CHF/kg a seconda di formato e variante.
FAQ sul Pasticciotto Leccese
Cos’è il pasticciotto leccese?
È un piccolo dolce ovale da forno di Lecce (Salento, Puglia): un guscio di pasta frolla allo strutto farcito con crema pasticcera alla vaniglia, cotto fino a doratura e mangiato caldo. Il pezzo classico pesa 80-120 g. Nasce a Galatina nel 1745.
Perché si usa lo strutto e non il burro?
Lo strutto dà alla frolla la tipica consistenza friabile e sabbiosa e una tenuta più lunga. Il burro rende la pasta più morbida e meno durevole. La ricetta autentica di Galatina usa solo strutto; le versioni al burro sono un adattamento moderno.
Qual è la differenza tra pasticciotto e fruttone?
Il pasticciotto classico è farcito con crema pasticcera alla vaniglia. Il fruttone ha uno strato di pasta di mandorla e un ripieno di cotognata o marmellata d’uva, ricoperto di cioccolato fondente. Il fruttone si conserva più a lungo e si serve freddo, il pasticciotto caldo.
Come si mangia il pasticciotto?
Caldo, appena sfornato (in dialetto cavuru cavuru), a colazione con un espresso o un caffè con latte di mandorla. La frolla calda è friabile e la crema resta morbida all’interno. È la colazione classica al bar del Salento.
Si può surgelare il pasticciotto?
Sì: cotto si conserva fino a 3 mesi a -18 °C, crudo fino a 2 mesi. Cuocere i pezzi crudi direttamente da congelati aggiungendo 4-5 minuti. Rigenerare i pezzi cotti per 3-4 minuti a 150 °C, mai al microonde.
Quanto dura un pasticciotto fresco?
2-3 giorni in vetrina refrigerata a +4 °C, perché la crema pasticcera è un prodotto fresco. Per la migliore qualità andrebbe venduto entro 24 ore e servito caldo lo stesso giorno della cottura.
Quanto costa un pasticciotto in un bar svizzero?
Prezzo di vendita medio 3.50-5.50 CHF a pezzo. Il food cost è 0.80-1.50 CHF in laboratorio, oppure 1.20-2.20 CHF comprandolo surgelato pronto. Il prezzo all’ingrosso per la ristorazione è 18-28 CHF/kg.
Dove comprare i pasticciotti in Svizzera?
LAPA distribuisce pasticciotti leccesi artigianali surgelati (classico, cioccolato, fruttone) in tutta la Svizzera in 24-48 ore, oltre a tutti gli ingredienti per produrli in laboratorio: strutto, farina 00, crema pasticcera, vaniglia e pasta di pistacchio di Bronte.
LAPA: ingredienti per il pasticciotto in Svizzera
LAPA fornisce pasticciotti leccesi artigianali surgelati, nelle versioni classico, cioccolato e fruttone, pronti da rigenerare per bar, hotel e catering in tutta la Svizzera (Ticino, Romandia, Svizzera tedesca). Distribuiamo anche tutti gli ingredienti per la produzione in laboratorio: strutto, farina 00, crema pasticcera professionale, bacche di vaniglia, frutta candita, pasta di pistacchio di Bronte e amarene.
Consegna in 24-48 ore in tutta la Svizzera, ordini B2B su www.lapa.ch oppure al telefono: +41 76 361 70 21.